Diritto e libertà
Navi Pillay, il ‘genocidio’, Trump, Israele e la Corte Penale Internazionale
Tra i tanti meriti di una vita dedicata a nobili battaglie di diritto è possibile Navi Pillay sia stata insignita del Nobel per avere sostenuto, peraltro da un ruolo non giurisdizionale, quella più conformistica e obbligata contro il “genocidio” di Israele; imputazione
Leggi tutto...Per il 7 ottobre parlare di resistenza è criminale. Tra pochi giorni Europa Radicale sarà in Israele
Il prossimo 7 ottobre sarà il terzo anniversario della strage compiuta dall’organizzazione terroristica “Hamas” in Israele il 7 ottobre 2023, con l’uccisione di almeno 1200 civili e militari israeliani, e con il rapimento di circa 250 altri civili e militari (saranno successivamente liberati solo 168).
Leggi tutto...Quando un regime autocratico comprende di non poter piegare un popolo sul campo di battaglia né di poterne assimilare la coscienza civile, ricorre all’arma più antica e spietata dei tiranni di tutte le epoche: la cancellazione scientifica della sua infrastruttura cognitiva.
Leggi tutto...In Israele la pena di morte è tornata ieri al centro del confronto politico nel modo più rumoroso e prevedibile. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha diffuso uno spot elettorale girato nel cantiere di una struttura carceraria
Leggi tutto...Crimini internazionali, tra rimozioni (CPI) e omissioni (ministro Nordio)
Immaginate che un boss mafioso mandi ogni notte, per oltre quattro anni, gli uomini della sua banda criminale ad uccidere uomini, donne e bambini nelle loro case, lasciando prove inequivocabili dei suoi delitti. Cosa diremmo, cosa faremmo se
Leggi tutto...Dopo Berlino. La libertà delle persone Lgbti+ è la sfida della democrazia europea a tutti i suoi nemici
«Ich bin schwul, und das ist auch gut so» – «Sono gay. E va bene così». Quando nel 2001 Klaus Wowereit pronunciò questa frase durante la campagna elettorale che lo avrebbe portato alla guida di Berlino, non stava “confessando” la propria omosessualità.
Leggi tutto...Gennaio 1960: Albert Camus aveva appena trascorso le vacanze di Natale nella regione del Vaucluse, dove aveva acquistato una casa con i soldi del Premio Nobel ricevuto due anni prima. Come sua abitudine, sarebbe dovuto tornare a Parigi in treno. Aveva già prenotato il biglietto.
Leggi tutto...Dopo attentati come quello di Berlino, che è stato solo l’ultimo di una serie interminabile, le prime reazioni sono quelle più istintive: il lutto e la paura.
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