Innovazione e mercato
La credibilità dei sindacati non è oggi superiore a quella dei partiti politici e la vulgata antipolitica tende ad accomunarli in un giudizio denigratorio, come se qualunque forma di intermediazione - sia essa politica e sociale - fosse di per sé parassitaria degli interessi rappresentati e imponesse dunque il passaggio forme più efficaci e pulite di rappresentanza diretta.
In un bilancio si descrivono, nella parte definita 'attivo', i beni a disposizione dell’azienda per la sua gestione e nella parte definita 'passivo' chi e in quale misura li ha finanziati: azionisti, banche o... fornitori non pagati. Le due principali voci che costituiscono i beni permanentemente messi a disposizione dell’azienda si definiscono beni 'materiali' o 'immateriali'.
Imprevedibile e sorprendente. Non gli aggettivi che avrei usato due giorni fa per descrivere le decisioni prese in sede europea, ma la storia di come sia andata la scelta della nuova sede dell’EMA forse mi ha fatto ricredere. Dopo i commenti a caldo, nutriti di sbigottimento riguardo l’uso della monetina, ecco alcuni brevi spunti di riflessione da aggiungere all’inutile dibattitto tutt’ora in corso.
Come abbiamo provato a documentare nell’ultima monografia di Strade il fumo alternativo - sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco - rappresenta la principale opzione terapeutica nella lotta al tabagismo. Ma Governo, Parlamento e giudici nel nostro paese sembrano ancora imprigionati in un combinato disposto di paranoia proibizionista e di bulimia fiscale.
Fare impresa oggi è più facile che in passato: sia per la migliore accessibilità ai fattori produttivi tradizionali, come lavoro e capitale, sia per la moltiplicazione di strumenti innovativi a disposizione dell’imprenditore e dei lavoratori, in particolare quelli più formati e aggiornati. Il lavoro è sempre meglio profilato e più qualificato. Il capitale non è mai stato così abbondante.
Quando è arrivata la spinta della legge 107/2015, io l’ho considerata una specie di manna dal cielo. E mi sono detta che quei commi (dal 33 al 43), quell’invito a far parlare di più e meglio la scuola con il mondo del lavoro era di estrema attualità, era moderno e pertanto necessario. Non ho numeri da snocciolare sull’efficacia o meno del sistema dell’alternanza.
Abbiamo sentito o letto da poco la notizia di un milione di posti di lavoro. Nuovi-posti-di-lavoro. Non è uno scherzo! È tutto certificato. Si tratta della differenza matematica tra i licenziamenti e le assunzioni. Lo pubblica l’Inps nel Rapporto dell’Osservatorio sul precariato. Ed è emblematico che il rapporto sia stilato da un osservatorio non del lavoro ma del 'precariato'.
Si è fatto un gran parlare negli ultimi giorni della cosiddetta Legge Franceschini, in particolare delle misure approvate recentemente dal Governo sull’imposizione di quote tv di italianità agli operatori (chiamiamoli 'broadcaster'). Innanzitutto, va chiarito che il fresco polverone si riferisce specificamente agli ultimi tre decreti attuativi della più ampia Legge Cinema e Audiovisivo.