Istituzioni ed economia

23 Settembre 2014

A quarant'anni passati è possibile che un lavoro non lo si trovi comunque, anche a regole di mercato più universali delle attuali.
Il mercato del lavoro cerca giovani, ed è comprensibile che sia così, non solo per i costi minori. Quarant'anni è (sarebbe) l'età del salto professionale tra livello medio e senior, non del ricollocamento di figure uscite dal mercato, causa crisi. Il salto professionale si fa in continuità, non per scarto da un impegno professionale ad uno stop di attività, ad un nuovo impegno professionale omologo al precedente.

22 Settembre 2014

Una cosa ci ha insegnato la stagione del governo Monti: riforme annacquate dalla mediazione di troppi interessi diversi (vedi la riforma del lavoro Fornero o il pacchetto liberalizzazioni) finiscono per essere un boomerang per lo stesso governo che le promuove. All'impopolarità di averle realizzate si aggiunge l'ignominia per la loro scarsa efficacia. Un'altra lezione che il sottoscritto ha imparato riguarda l'atteggiamento degli spiriti innovatori più radicali rispetto a tali tentativi di riforma: considerandoli insufficienti, ne diventano subito severi avversari, finendo per sommare le loro critiche a quelle dei reazionari più reazionari.

22 Settembre 2014

La politica monetaria negli Stati Uniti vive una fase di assoluta discrezionalità da almeno due decenni. Il quantitative easing (QE) è solo l'ultima, titanica manifestazione di una condotta inaugurata ben prima del crack Lehman del 2008 e dei mutui sub-prime del 2007. Una condotta che in venti anni ha gradualmente accantonato l'economia reale per fare fronte prima alle esigenze, poi alle richieste pressanti, e infine ai gravi dissesti della grande finanza.

19 Settembre 2014

Sono passati ormai trentacinque anni da quando, nel 1976, Francis Ford Coppola ebbe la geniale intuizione di incentrare la trama di Apocalypse Now, una delle più grandi epopee su pellicola mai realizzate, sulla metafora del viaggio lungo un fiume che rappresenta, con un simbolismo che evoca il traghetto di Caronte, la discesa agli inferi della cultura occidentale, il suo lento ed inesorabile processo di declino e putrefazione

18 Settembre 2014

Il referendum per l'indipendenza della Scozia rappresenta, per molti versi, il più importante voto popolare degli ultimi anni in Europa e la sua rilevanza politica è destinata ad andare ben oltre i confini britannici.Stando ai sondaggi il fronte del "no" all'indipendenza appare ancora favorito, ma le ultime settimane hanno visto crescere il sentimento a favore della separazione da Londra, al punto che il "sì" è considerato comunque un esito plausibile.

18 Settembre 2014

Va dato atto al Regno Unito che il referendum scozzese in corso oggi è un esercizio di democrazia autentica che pochi altri Paesi al mondo avrebbero saputo concedersi. Senza andare troppo lontano, ho i miei forti dubbi circa la capacità della Spagna, ad esempio, di compiere lo stesso processo. L'esercizio è ancor più encomiabile se si considera che la democrazia britannica pare pronta a fare esperienza di sè fino alle estreme conseguenze della propria disintegrazione, come potrebbe accadere se i SI all'indipendenza vincessero stasera.

11 Agosto 2014

Gli ultimi dati Svimez sull'economia del Mezzogiorno riportano l'immagine di un territorio sull'orlo della desertificazione industriale. Scarso non solo di risorse finanziarie e materiali, ma ormai anche di risorse imprenditoriali e umane. Riuscirà il Sud ad agganciare la ripresa economica, in futuro, sempre che quest'ultima si presenti sull'orizzonte internazionale e nazionale?

08 Agosto 2014

A cent'anni esatti dall'inizio del primo conflitto mondiale, la guerra si avvicina di nuovo ai confini europei. La catastrofe umanitaria in Siria è fuori controllo da anni, la Russia porta avanti una politica aggressiva di espansione, in Ucraina e non solo, la Libia brucia. Questo è il momento, per l'Unione Europea, di fare qualcosa di più che stare a guardare. È quanto mai urgente, oggi, costruire un esercito europeo che sia qualcosa di diverso dalla semplice somma degli eserciti nazionali, da impiegare per portare avanti una vera politica estera e militare comune.