israel flag grande

Tra qualche settimana il peggior governo della storia di Israele andrà probabilmente in pensione. Ciò cambierà verosimilmente molto per Israele a livello domestico, ma poco per i conflitti in corso, ad eccezione forse della Cisgiordania.

1. Gaza – Hamas rimane saldamente al potere su quasi tutta la popolazione, ma su metà del territorio. Un cuscino di territorio militarmente occupato rimane per impedire un nuovo eccidio simile al 7 Ottobre. La parte non occupata da Hamas forse si può ricostruire per dare ai pochi gazawi non sotto Hamas l'opportunità di una vita migliore. Ma Hamas si infiltrerebbe e ricomincerebbe gli attacchi. Di certo Hamas non lascerà il potere spontaneamente. Sarebbe bello se i palestinesi combattessero Hamas, ma ho bassissime aspettative su di loro: quando hanno potuto scegliere il peggio, hanno sempre colto al volo l'occasione. Se si individuassero palestinesi ben disposti li si potrebbe armare per combattere Hamas. Non ci credo granché, ma forse vale la pena provarci.

2. Libano – Hezbollah rimane in controllo di parti del Libano, e lo Stato libanese non è in grado e forse non vuole smettere di essere uno Stato fallito. Anche qui, l'unica protezione da attacchi missilistici è una zona buffer nel sud del Libano. Impegnarsi nel creare uno Stato libanese funzionante è l'unica via di uscita, ma ogni tentativo finora è stato fallimentare.

3. Yemen – gli Houthi continueranno ad attaccare sia le navi nel Mar Rosso sia occasionalmente Israele e più spesso i paesi arabi confinanti. Gli arabi sunniti non hanno eserciti funzionanti e non possono opporsi. Un intervento occidentale, nonostante i danni ai traffici commerciali, è improbabile. Gli Houthi rimarranno al potere e continueranno ad attentare al commercio e alla sicurezza dei paesi vicini. Finché non si verificheranno due condizioni poco verosimili: gli Stati arabi si dimostreranno in grado di combattere veramente, e gli Stati occidentali non useranno la scusa dell'inevitabile disastro umanitario per interrompere le operazioni militari come successo in passato. Con Hitler e l'ISIS è stata diversa la valutazione delle conseguenze umanitarie del conflitto armato. Oggi queste sono la scusa per mantenere terroristi fondamentalisti al potere. Ma il problema esiste.

4. Iran – gli Ayatollah rimarranno al potere, come fonte (insieme al Qatar e alla Fratellanza Musulmana) di quasi tutto il fondamentalismo islamico recente. Il doppio blocco di Hormuz li indebolirà e ne limiterà la possibilità di finanziare e armare i terroristi in Libano, Palestina, Yemen. Ma finché gli iraniani non faranno una rivoluzione contro i fondamentalisti, non cambierà nulla. Le proteste non violente sono solo un inutilmente doloroso tentativo di suicidio contro un regime senza scrupoli. Hitler non cadde per Sophie Scholl. Cadde per le truppe Alleate. Non escludo che un lungo blocco di Hormuz possa far cadere il regime, ma solo se gli iraniani si ribellano e il regime non trova fonti alternative di finanziamento. Inoltre le conseguenze umanitarie sarebbero pesanti.

5. Cisgiordania – questo è l'unico teatro dove ci possono essere dei miglioramenti, perché alcuni dei problemi sono colpa di Israele, e quindi il governo israeliano se vuole può risolverli. Si possono eliminare gli insediamenti più recenti e quelli da cui partono attacchi contro palestinesi, e punire severamente i coloni violenti. Si possono rimuovere tutte le odiose stupidaggini votate dalla Knesset: annessione, pena di morte, etc. Gli estremisti compiranno attentati contro le forze militari e dell'ordine, e contro esponenti politici israeliani. Ma Israele sa come trattare i terroristi. Nel lungo termine i palestinesi dovrebbero amministrare, senza un esercito, sempre più territori e vivere in pace. Ma il Muro per separarli da Israele rimane necessario, come anche il controllo della frontiera con la Giordania. Israele può risparmiare molto riducendo le forze di occupazione, e magari ci saranno più risorse per proteggere il confine con Gaza, stavolta. Complessivamente la pace con i palestinesi rimane impossibile, perché non c'è motivo di credere che i palestinesi abbiano cambiato idea da quando hanno rifiutato uno Stato palestinese in pace con Israele nel 2000 a Camp David, ma posti di blocco, insediamenti e coloni si possono significativamente ridurre senza mettere a rischio la sicurezza israeliana. In cambio di questo, però, cosa può dare Fatah? La fine del pay-for-slay https://www.britannica.com/topic/What-Is-Pay-for-Slay, già avviata da Abu Mazen, è un buon primo passo per la pacificazione. Ma non mi aspetto che i negoziati riprendano, o meglio che si svolgano in buona fede e diano risultati. Non credo che i palestinesi abbiano capito l'enorme danno che Arafat ha fatto loro a Camp David, e che vogliano cambiare strada.

Allora, se non cambia nulla, perché è una buona cosa togliere l'estrema destra di Ben-Gvir e Smotrich dalla coalizione di governo e pensionare finalmente Netanyahu? Perché è ciò che serve a Israele per risanare le ferite interne causate dall'estremismo, per ripristinare lo stato di diritto, e per fermare il declino verso il fanatismo politico che ha già ingoiato i palestinesi da decenni, e che rischia di rovinare anche Israele. L'estremismo non è una risorsa politica, ma una malattia spirituale.