Un appello a Mattarella. Revochiamo per indegnità le onorificenze italiane ai gerarchi russi
Istituzioni ed economia

Questa è la lettera che Giulio Manfredi, di Europa Radicale, ha oggi inviato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Egregio Presidente della Repubblica,
come militante radicale, a partire dal 2020, ho promosso, insieme ai miei compagni, una campagna per la revoca di tutte le onorificenze concesse dai governi italiani, a partire dal 2014 (prima aggressione della Federazione Russa all’Ucraina), a esponenti del regime di Vladimir Putin. Salvo errori ed omissioni, ho registrato la “bellezza” di 33 onorificenze elargite a rappresentanti di un regime criminale, il cui capo indiscusso, Vladimir Putin, è stato incriminato nel 2023 dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia per la deportazione di migliaia di bambini ucraini (ma i capi di imputazione nei confronti di Putin, comandante in capo delle Forze armate della Federazione Russa, potrebbero e dovrebbero essere molti di più, visti i crimini compiuti ogni giorno dai militari russi in Ucraina ai danni della popolazione civile).
Anche a seguito della nostra campagna di denuncia, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 25 maggio 2022 furono pubblicati due decreti del 9 maggio 2022, firmati da Lei, con i quali furono revocate “per indegnità” le onorificenze di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella d’Italia a Mikhail Mishustin (primo ministro della Federazione Russa) e a Denis Manturov (ministro dell’Industria e del commercio della Federazione Russa), nonché le onorificenze di commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia a Viktor Evtukhov (segretario di Stato della Federazione Russa) e a Andrey Kostin (presidente della Banca russa VTB).
Tre mesi dopo, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 20 agosto 2022, furono pubblicati tre decreti del 8 agosto 2022, firmati da Lei, con i quali furono revocate “per indegnità” le onorificenze dell’Ordine della Stella d’Italia a dieci tra funzionari e oligarchi russi: Alexander Grushko, viceministro degli Esteri ed ex rappresentante permanente alla Nato; Alexander Dyukov, presidente del consiglio d’amministrazione di Gazprom Neft; Andrey Melnichenko, patron di EuroChem
Group; Kirill Dmitriev, a capo del Russian Direct Investment Fund; Dmitry Konov, numero uno del colosso petrolchimico Sibur; Herman Gref, ex ministro dell’Economia e del commercio, attualmente amministratore delegato e presidente del comitato esecutivo di Sberbank, primo istituto bancario russo; Oleg Belozerov, amministratore delegato delle ferrovie di Stato russe; Evghenyj Ivanov, viceministro degli Esteri; Aleksey Gordeev, vicepresidente della Duma; Aleksandr Shokhin, presidente dell’Unione russa degli industriali e imprenditori.
Dopo le suddette benemerite 14 revoche di onorificenze del 2022 - giustificate ancora di più, se ce ne fosse bisogno, dall’aggressione su larga scala della Federazione Russa all’Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022 – mi sarei aspettato che Lei, in sinergia con il nuovo governo di Giorgia Meloni, portasse a compimento l’operazione di pulizia degli elenchi dei titolari di onorificenze, a partire da due esponenti della nomenklatura putiniana che compaiono quasi ogni giorno alla ribalta delle cronache: Dmitry Peskov (portavoce di Putin) e Alexey Paramonov, attuale ambasciatore russo in Italia. Il primo è stato insignito il 4/10/2017, “su iniziativa del Presidente della Repubblica”, dell’onorificenza di “Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana”; il secondo ha ricevuto addirittura due onorificenze, nel 2018 e nel 2020, rispettivamente dai governi Conte 1 e Conte 2. Purtroppo, dal 2022, non ho rintracciato sulla Gazzetta Ufficiale nessuna altra revoca di onorificenza, nonostante che Europa Radicale abbia impegnato molte delle sue poche forze in appelli, comunicati, manifestazioni, scioperi della fame (abbiamo riportato nel link seguente tutti i 19 nomi dei gerarchi russi che si fregiano ancora di onorificenze della Repubblica Italiana.
Lei, signor Presidente, dopo il vergognoso attacco del propagandista del Cremlino Vitaly Soloviev alla premier Giorgia Meloni, ha espresso subito “indignazione per le volgari parole”. La sua indignazione è sacrosanta ma non basta; deve essere seguita da atti che la rendano solida e proficua. Per questo Le chiedo di intervenire urgentemente, in sinergia con il governo italiano, affinché siano revocate tutte le rimanenti onorificenze concesse a uomini del Cremlino. Lei ha dimostrato nel 2022 che si può fare e si deve fare (ricordo, peraltro, che il suo predecessore, Giorgio Napolitano, aveva già revocato nel 2012 l’onorificenza da lui incautamente attribuita nel 2010 al dittatore e criminale di guerra siriano Bashar Al-Assad); completi l’opera di pulizia, signor Presidente, dimostrando anche in questo modo che l’Italia non retrocede di un passo - rispetto sia agli attacchi tanto reiterati quanto squallidi dei propagandisti di Putin sia alla guerra ibrida in atto in Italia da parte della Federazione Russa (https://europaradicale.eu/dossier-peste-putiniana/) - nella difesa intransigente dell’integrità dell’Ucraina ma anche nella denuncia del carattere letteralmente “fascista” del regime russo.
Confidando in un cortese riscontro, invio distinti saluti Giulio Manfredi (Europa Radicale)






