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A una visione statica, ha ragione Simona Bonfante, nell'articolo che pubblichiamo oggi su Strade. il Rosatellum bis in discussione alla Camera è una legge elettorale opportunistica quanto quelle che altri parlamenti (in genere: a fine corsa) hanno congegnato nell'ultimo quarto di secolo in Italia.

È una regola del gioco che fa gli interessi di tutti i giocatori più influenti e istituisce ingiustificabili barriere all'accesso per gli outsider. È inoltre l'ennesima tappa di un processo di alienazione politico-elettorale che rende i cittadini del tutto inconsapevoli del funzionamento del "sistema" e dunque li priva di un effettivo controllo sul proprio potere di voto.

Tutto ciò detto, io spero che con le buone o con le cattive la Camera approvi questa legge, che, vista in termini dinamici, è meno peggiore del sistema casuale di tagli e ritagli operati dalla Consulta sul testo dell'Italicum e del Porcellum. Da questo punto vista perde, se non senso, almeno forza anche l'accusa al Parlamento di intervenire quando la legge elettorale vigente già consentirebbe alle forze politiche di avviare la raccolta firme sulle liste elettorali. L'alternativa, per aggiustare il sistema in modo da renderlo utilizzabile, sarebbe un decreto legge emanato a Camere sciolte.

Il Rosatellum bis, anche se non garantisce la formazione di maggioranze coese (cosa che nessun sistema elettorale può fare), consente almeno di ipotizzare che le prossime camere saranno probabilmente in grado di fiduciare un governo, di larghe o medie intese. È evidente che c'è una certa dose di dissimulazione e forse anche di ipocrisia in un'operazione che provando a "ribipolarizzare" in senso maggioritario il sistema elettorale prepara il terreno a un accordo post elettorale ampiamente trasversale. Ma ci sarebbe di peggio, cioè un sistema, come quello vigente, che formalizzasse il divorzio tra il momento elettorale e quello istituzionale, tra il diritto di voto e il dovere di governo. Molto più saggio accontentarsi del meno peggio e non sperare che venga sabotato.

Per il resto, ha ovviamente senso lottare per miglioramenti, in particolare quelli sull'accessibilità democratica (a partire dalle regole sulla raccolta firme), ma sapendo che la necessità di approvare la legge imporrà la fiducia e la fiducia impedirà qualunque cambiamento - non solo in peggio, ma anche in meglio - del Rosatellum bis.

@carmelopalma